Come superare l’anti-spam e consegnare meglio le tue email?

Di seguito, illustriamo velocemente alcuni buoni consigli su come migliorare il tuo tasso di consegna,  dal team di Mailpro,
il “software di email marketing svizzero”

Hai trovato la giusta soluzione di email marketing, hai grande cose da comunicare ma, in qualche modo, senti che un’alta percentuale delle tue email finisce nelle cartella spam?

I filtri antispam funzionano tutti in modo diverso e non esiste una scienza esatta che possa garantire che le tue email non finiscano nella cartella spam. È importante comprendere che ciascun server di posta elettronica applica regole antispam diverse e quindi è impossibile sapere precisamente quali regole usa ciascuno.

Comunque, con qualche consiglio e un po’ di esperienza, è possibile aumentare drasticamente il tuo tasso di consegna. È importante non farsi demotivare. In Mailpro, vediamo ogni giorno milioni di email passare e abbiamo preparato una serie di suggerimenti per aiutarti a migliorare le tue probabilità di non andare a finire nella cartella spam.

  1. Il tuo indirizzo email conta

Spesso tendiamo a pensare che ciò che conta sia solo all’interno dell’email. È un’idea sbagliata. Il nome o indirizzo email da cui invii la tua newsletter in realtà ha anch’esso una grande importanza. Alcuni indirizzi email vengono bloccati dai filtri antispam più di altri. Ti consigliamo di evitare gli account email gratuiti come Hotmail, gmail, ecc. per effettuare i tuoi invii. Per avere maggiori probabilità di superare i filtri antispam, ti suggeriamo di inviare da un’email del tuo proprio nome di dominio. Gli indirizzi email, infatti, sono composti da due parti. La prima è il nome della persona che invia l’email e la seconda è il nome di dominio .com, .it.  ecc.

È fondamentale comprendere che i domini degli indirizzi email gratuiti che tutti utilizziamo appartengono all’azienda che offre tale servizio. Questo fa sì che i filtri antispam non abbiano un modo sicuro per sapere da chi proviene l’email. Di conseguenza, è consigliabile usare un’email con il proprio nome di dominio, con un utente reale e non un indirizzo email di risposta generico. Si hanno migliori possibilità di superare i filtri antispam usando un indirizzo come [email protected] che [email protected]

 2. Configura il tuo nome di dominio per migliorare la deliverability

Può darsi che tu abbia sentito parlare di SPF, DKIM e DMARC, ovvero alcuni dei più diffusi sistemi usati dai filtri antispam. Funzionano principalmente autenticando il tuo dominio e, di conseguenza, le tue email. Naturalmente, come abbiamo spiegato prima, il tuo indirizzo email conta e per configurare SPF, DKIM e DMARC è necessario avere un tuo proprio dominio.

Anche se non è obbligatorio, è fortemente consigliabile farlo.

Si tratta di metodi di validazione, in cui si aggiungono determinati record TXT nei record DNS. Non c’è motivo di averne paura, perché migliorano notevolmente i tassi di consegna. L’SPF, per esempio, consente al mittente di definire a quali indirizzi IP è consentito spedire email da un particolare dominio.
Abbiamo una grande documentazione per aiutarti a configurare SPF, DKIM e DMARC

Se necessario, puoi anche chiedere all’amministratore del tuo sito o alla persona che si occupa del tuo nome di dominio di aiutarti a configurarli.

  1. Il segreto è una rubrica degli indirizzi pulita

Ebbene, se spedisci 10.000 email a Gmail e 5000 sono sbagliate, è sicuro che le tue email verranno considerate spam. Devi inviare email solo a persone che conosci, o con cui intrattieni rapporti commerciali. Ricordati che l’email marketing è un fantastico strumento per comunicare con i tuoi clienti, non per trovarne di nuovi.

Inoltre, usa campi dinamici quando importi la tua rubrica degli indirizzi perché questo è un ottimo modo per distinguere email in blocco da email con contenuti individuali.

  1. L’oggetto della tua newsletter è più importante di quello che pensi

Spesso non si presta sufficiente attenzione all’oggetto delle email. Invece è possibile constatare come una newsletter con un buon oggetto abbia migliori probabilità di superare i filtri antispam rispetto a una con oggetto mal scritto.

Assicurati di evitare i seguenti errori, di rendere il tuo titolo più realistico possibile, in modo che non sembri un titolo pubblicitario. Per esempio, non usare “La nostra svendita del mese”, “GROSSI SCONTI %%%”.

  1. Fai in modo di evitare termini spam nel titolo. Consulta il nostro elenco completo di termini SPAM da evitare qui
  2. Evita di scrivere l’oggetto tutti in maiuscole
  3. Evita la punteggiatura eccessiva……….
  4. Infine, la cosa migliore potrebbe essere personalizzare il titolo per mezzo dei nostri campi dinamici.

Se personalizzi titolo e contenuto della tua email, ogni newsletter sarà diversa dalle altre. Questo è molto utile per riuscire a consegnarle, perché dimostra che conosci i destinatari e ricorda che, come abbiamo detto, il segreto per farlo è avere sempre una rubrica degli indirizzi pulita.

Evitare oggetti di tono troppo pubblicitario può migliorare significativamente il tuo tasso di consegna. Invece di scrivere qualcosa come “Le nostre offerte per San Valentino”, puoi scrivere per esempio “Mario, sei pronto per San Valentino?”

  1. Il contenuto della tua email

Il contenuto della tua newsletter è in effetti la parte della tua email maggiormente analizzata dai filtri antispam. La nostra opinione è che sia meglio inviare newsletter con buoni contenuti meno frequentemente, piuttosto che bombardare la propria audience con newsletter con contenuti scadenti. Perciò, quando si crea una newsletter ci sono alcune regole di base da seguire, per assicurare che non vada a finire nella cartella degli spam.

  • Ancora una volta ti ricordiamo di non usare termini spam. Leggi la nostra FAQ per avere un’idea dell’elenco dei Termini spam da evitare. Per esempio, scrivere una newsletter con un listino prezzi e molti simboli dell’euro può far finire la tua newsletter direttamente nella cartella spam. Ti consigliamo di leggere questo elenco di termini spam e di cercare di usarne il meno possibile per incrementare le tue probabilità di avere un tasso di consegna elevato.
  • Avere un buon rapporto testo/immagini

È importante capire che, quando si crea una newsletter, si deve rispettare un certo rapporto tra immagini e testo. Se il tuo messaggio contiene solo immagini, è molto probabile che finisca nella cartella spam. D’altra parte, è meglio non inviare newsletter che contengono esclusivamente testo, perché potrebbero non risultare interessanti per i lettori. Perciò è necessario trovare un equilibrio tra le immagini, che devono attirare l’attenzione dei tuoi clienti, e testi interessanti e di buona qualità.

Le aziende spesso si rivolgono a grafici a pagamento per realizzare il layout delle proprie newsletter. Tuttavia i grafici alle volte usano Photoshop per inserire nelle newsletter un’immagine con il testo all’interno. Questo può ridurre notevolmente il tasso di consegna perché il messaggio risulta composto solo da un’immagine. Si consiglia di usare un’immagine e il testo separatamente.

  • Usare pulsanti Call to action

È importante anche assicurarsi di inserire dei link all’interno della newsletter. Usando dei pulsanti Call to action, puoi invitare i clienti a compiere l’azione che desideri che facciano.

Nel creare i link, è sempre meglio usare pulsanti con i collegamenti all’interno. Un pulsante che dice “Visita il nostro sito internet” supererà i filtri antispam molto meglio di quanto accadrebbe se tu scrivessi direttamente “visita www.ilmiosito.it” nel testo della newsletter.

  •  Personalizzare la tua newsletter

Personalizzare la newsletter è una cosa estremamente importante che deve essere fatta prima di inviare una campagna. Questo significa avere la possibilità di inserirvi facilmente il nome di ciascuno dei tuoi clienti. Sapevi che personalizzando le tue newsletter puoi avere migliori possibilità di superare i filtri spam? Inoltre, questo ti aiuta a migliorare il tasso di apertura. Mailpro ti permette di personalizzare facilmente le tue newsletter utilizzano i campi dinamici. Personalizzando la tua newsletter, inoltre, farai sentire speciali i tuoi clienti, dimostrando loro la tua attenzione.

Il modo più semplice di personalizzare le tue newsletter è durante l’importazione della rubrica degli indirizzi. Per esempio, se stai creando la tua rubrica degli indirizzi in Excel, ricordati di usare alcuni campi, come per esempio il campo 3 e 4 per aggiungere il nome e il cognome di ciascun cliente. In questo modo, quando importi la tua rubrica di indirizzi in Mailpro, importi automaticamente gli indirizzi email completi di nomi e cognomi. Poi ti basta usare i nostri campi dinamici all’interno della tua newsletter.

Per saperne di più sul modo di personalizzare le tue newsletter usando i campi dinamici di Mailpro, dai un’occhiata alle nostre FAQ

Questi sono alcuni suggerimenti di base che puoi sfruttare per ottenere un tasso di consegna più alto. Non dimenticare di testare sempre la tua campagna prima di spedirla!

Ci auguriamo che questi consigli ti aiuteranno a ottenere un tasso di consegna più alto, fino a quando diventerai un esperto nel campo dell’email marketing!

 

 

 

 

 

 

Tracking e dati, cosa c’è da imparare

Uno dei maggiori vantaggi di una campagna email è che, grazie al tracking, ti permette di individuare gli ostacoli di una campagna oppure le azioni che al contrario risultano più redditizie per il fatturato. Le statistiche consentono di avere un punto di vista obiettivo sui dati, con una precisione sempre maggiore. Oltre all’esame delle statistiche del ROI, ovvero i tassi di apertura, clic e conversioni, i dati statistici assicurano un migliore follow-up della propria strategia. Adesso puoi affidarti alle statistiche collegate alla mancata consegna di un messaggio per sapere se il problema deriva dall’indirizzo email e quindi prestare maggiore attenzione all’aggiornamento del tuo elenco di contatti. Le statistiche collegate all’annullamento dell’iscrizione ti permettono di riesaminare la rilevanza delle tue email e la loro frequenza. Le statistiche relative al media usato per la visualizzazione sono assolutamente vitali per il tuo processo di creazione dei mailing. Cerca di puntare di più sul sistema operativo o sul dispositivo che i tuoi clienti potenziali usano di preferenza. La posizione geografica dei tuoi clienti è anch’essa rilevante se decidi di usare i mailing per attirarli a venire in negozio. Lo scopo delle statistiche è permetterti di avere una visione più chiara e di correggere la tua strategia. Otterrai le risposte alle questione che ti poni più spesso: l’oggetto è abbastanza significativo? Come faccio per ottenere più clic? Devo cambiare i miei contenuti? E molte altre domande chiave. La nuova versione di Mailpro, Mailpro Cristal, ti offre statistiche dettagliate. Tra breve pubblicheremo un articolo su questa funzionalità per spiegarti in che modo puoi imparare dalle tue campagne. Nel frattempo, puoi provare questa nuova versione gratis!

Le email responsive sono divenute lo standard

Al giorno d’oggi, è possibile navigare su internet per mezzo di vari dispositivi. A casa, gli utenti usano i loro computer o tablet, quando sono in giro usano gli smartphone e, durante tutta la giornata, usano vari dispositivi connessi. L’aspetto “nomade” degli utenti richiede che anche il marketing diventi nomade e ciò che era considerato un modo di adattarsi a nuovi clienti potenziali è ora divenuto uno standard. Perciò è necessario creare la propria campagna email in base a tali standard, considerandoli come un’impostazione incorporata: è questo il caso delle email responsive. Responsive significa in grado di adattarsi a diversi formati, in particolare mantenendo la qualità del contenuto passando da un formato più grande (computer) a uno più piccolo (smartphone). L’idea è garantire al cliente la stessa esperienza di navigazione su ciascun dispositivo. Inoltre, le abitudini degli utenti rimangono le stesse. Quindi, i blocchi situati vicini tra loro sul computer saranno collocati uno sotto all’altro su uno smartphone. I lettori sono abituati ad adattarsi e passano molto facilmente da un dispositivo all’altro. Dato che le righe diventano colonne, dovrai assegnare una priorità alle informazioni per visualizzare prima quelle essenziali. Inoltre, dato che un testo occupa relativamente più spazio su un cellulare che sullo schermo di un computer, ti consigliamo di scrivere testi brevi che, se visualizzati sullo smartphone, non appaiano troppo lunghi da leggere. Per quanto riguarda la call-to-action, ti consigliamo di testare diverse versioni allo scopo di definire la posizione in cui genera più clic, perché come sai alla fine l’obiettivo è far arrivare gli utenti sul tuo sito. Infine, oltre alla call-to-action, la cosa migliore è testare l’intera campagna email su più utenti di cellulari, che spesso non prestano attenzione agli stessi elementi.

I primi effetti del GDPR

Il GDPR è entrato in vigore alcuni mesi fa. Il principale obiettivo di questo nuovo regolamento era ridare agli utenti il controllo che potevano aver perso sul modo in cui i loro dati erano usati dai marketer. Se il GDPR è stato ampiamente discusso e temuto dal settore digitale, la sua entrata in vigore non ha messo fine al marketing come lo conosciamo. Tuttavia, molti inserzionisti hanno cambiato i loro modi di comportarsi per essere conformi con il nuovo inquadramento legale e alcuni utenti hanno modificato le proprie abitudini. In questo articolo, ci concentriamo sul comportamento del B2B che, anche se non il settore non era interessati in misura rilevante dal GDPR, è anch’esso cambiato a seguito della modificata situazione normativa. Questo è esplicitamente illustrato nel grafico seguente, realizzato dal CMIT e dalla società Markess. Per quanto riguarda le campagne email, vediamo che il 39% di persone che hanno preso parte al sondaggio hanno annullato l’iscrizione alle mailing list e il 34% erano riluttanti a fornire i propri dati personali agli inserzionisti. Quindi, è colpa del GDPR? Queste persone erano stanche di ricevere regolarmente email a cui non erano interessate? Si tratta di carenza di fiducia nei confronti degli inserzionisti. Siamo convinti che anche tra i tuoi contatti ci sia un misto di tutte queste situazioni. Inoltre, il 29% di persone che hanno preso parte al sondaggio hanno spiegato di aver segnalato il mittente come spam. Questo la dice lunga sull’interesse della campagna email che avevano ricevuto. Alla fine della presentazione, vengono proposte alcune azioni per migliorare la situazione, nonché idee per modificare questa tendenza.

Riduci l’annullamento delle iscrizioni alle tue newsletter

Avere sempre più iscritti alla propria newsletter è uno degli obiettivi degli inserzionisti, mentre l’annullamento delle iscrizioni, soprattutto se riguarda grandi numeri di utenti, è il loro peggiore incubo. Ecco quindi il nostro consiglio per mantenere alto il numero di iscritti, che è sempre una buona cosa, purché siano reattivi. Rendere la disiscrizione facile non avrà in realtà effetti negativi sul numero dei tuoi iscritti. Infatti non c’è niente di peggio che tenere i tuoi iscritti in ostaggio di un processo di annullamento dell’iscrizione troppo complicato. Per questo, la cosa migliore è mostrare quanto è facile e possibile annullare l’iscrizione in qualunque momento lo vogliano. Per evitare l’annullamento delle iscrizioni, devi mantenere aggiornato il tuo elenco dei contatti e assicurarti che i tuoi contatti desiderino ancora ricevere informazioni da te (cosa che deve essere fatta con la procedura di doppio opt-in prevista dal GDPR). Puoi anche annullare l’iscrizione di utenti che non sono più attivi tu stesso. In tal caso, può essere opportuno inviare un’ultima email ai tuoi contatti per informarli che hai notato che non sono più attivi e che quindi non li contatterai più in futuro ma, allo stesso tempo, dicendo loro che possono rinnovare l’iscrizione se lo desiderano. La maggior parte di disiscrizioni sono dovute alla pertinenza del contenuto e alla frequenza dei messaggi. Se migliori questi due aspetti, otterrai un effetto positivo sul tuo tasso di annullamento delle iscrizioni.

Ottimizza la tua deliverability

L’obiettivo di una campagna email è fare in modo che i messaggi raggiungano vari destinatari le cui abitudini in merito al controllo della propria casella di posta possono essere diverse. Questo concetto del percorso del messaggio fino alla sua consegna nella casella di posta in arrivo si definisce “deliverability”. La deliverability è influenzata sia dalla qualità della campagna che da varie regole dei server di posta elettronica e degli ISP. Per quanto impegno tu metta nella creazione delle tue campagne, devi conoscere anche le abitudini dei tuoi clienti potenziali. Secondo un indicatore della deliverability 2017 di Return Path, sembra che in media un messaggio su 5 non riesca a raggiungere la casella di posta, pari quindi al 20% delle campagne che viene perso o bloccato dagli ISP. Ecco in che modo è possibile ottimizzare la deliverability:

  • Non usare termini spam o punteggiatura eccessiva all’interno di tutto il messaggio (corpo e oggetto).
  • Usa un indirizzo del mittente collegato a un dominio sicuro (lo stesso vale per l’indirizzo IP).
  • Usa un sistema di routing professionale come Mailpro che fornisce l’autenticazione delle email con SPF e DKIM.
  • Mostra il link di annullamento dell’iscrizione; in pratica il tasso di reclami influisce sulla deliverability e i problemi con l’annullamento dell’iscrizione possono generare reclami.
  • Ripulisci il tuo database perché troppi hard bounce influiscono negativamente sulla deliverability.
  • Personalizza la tua campagna email: i messaggi con più alto tasso di reattività sono considerati desiderati dai destinatari e ciò ha un effetto positivo sulla deliverability.

Alcune definizioni relative a questo articolo:

  • ISP: Internet Service Provider
  • Termini spam: parole chiave che appartengono al gergo pubblicitario (offerta, gratis)
  • SPF: Sender Policy Framework, standard di verifica dei nomi di dominio quando si invia un messaggio
  • DKIM: Domain Keys Identified Mail, standard di crittografia e autenticazione delle email
  • Hard bounce: messaggio che indica che la consegna di un’email non è riuscita (per esempio nel caso di un indirizzo email inesistente)

Aumenta facilmente la tua percentuale di clic

Aumenta la tua percentuale di clic

Un buon CTR (click through rate) è sinonimo di buon prospettive per le conversioni. Ecco perché la maggior parte di inserzionisti si basa su questo valore per costruire la propria strategia. Se usi un database selezionato e contenuti pertinenti, hai ottime probabilità di ottenere una percentuale di clic elevata. Di fatto, il clic implica un interesse reale, mentre l’apertura può essere semplicemente effetto di curiosità. Cliccando, il cliente potenziale si impegna personalmente e lo fa soltanto se è veramente interessato. Quando parliamo di interesse, il segreto è il contenuto personalizzato. Prima di lanciare le tue campagne, è meglio conoscere meglio i destinatari e, soprattutto, definire il tipo di relazione che vuoi che abbiano con il tuo marchio, i tuoi servizi e i tuoi prodotti. In definitiva, il click dipende principalmente da uno strumento: la call-to-action (CTA). Infatti, per cliccare c’è bisogno di un link. Se collocato in un’espressione all’interno di un testo, su un’immagine o in un pulsante, si chiama call-to-action. In una campagna email possono esserci diverse call-to-action e anzi questo è utile per aumentare la percentuale di clic. Averne troppe non serve a niente, basta metterne una all’inizio e una alla fine o al centro. Se però inserisci foto di prodotti, crea un link che reindirizza alla descrizione completa dell’articolo sul tuo sito. La posizione della CTA non deve essere sottovalutata e, per ottenere un risultato visivo ottimale, deve essere tenuta presente durante il processo di creazione della grafica della newsletter o della campagna email. Lo stesso principio si applica anche al suo aspetto. La CTA deve attirare l’attenzione e mostrare di essere un accesso al contenuto fondamentale e principale. Quindi, sia che venga collocata in un’espressione di testo o in un pulsante, è essenziale che si capisca immediatamente che c’è un link che può essere cliccato.

Sono un principiante, quali sono i requisiti?

Web Marketing

Il Web Marketing sembra una cosa così facile: di fatto tutti lo usano quindi chi è alle prime armi può pensare di gestirlo da solo senza troppe difficoltà. Questo è vero; tuttavia è necessario conoscere alcune regole, non sempre rispettate dagli operatori commerciali, che fanno la differenza tra buoni e cattivi inserzionisti. Quando parliamo di web marketing, ci riferiamo a qualunque web media usato per comunicare: sito internet, social network, campagne email, SEO, iscrizione…Comprende infatti tutti i metodi che possono essere usati sul web per far conoscere un’azienda o un marchio e ottimizzare la sua reputazione online. Dato che questo articolo è rivolto ai principianti, parleremo semplicemente della distinzione tra due tipi di azioni, ovvero il canvass (o giro di visite) e la retention (in pratica la fidelizzazione). Se alcuni mezzi favoriscono uno di questi due aspetti rispetto all’altro, le campagne email  possono essere usate per entrambe le strategie. Ecco perché le campagne email attualmente sono considerate uno strumento essenziale dagli operatori di marketing di qualunque settore.

Prima il canvass, quindi la retention!

Per fidelizzare, è necessario avere un elenco di clienti o di clienti potenziali convinti. Ecco perché la prima fase è il canvass. Questo non significa urlare ai quattro venti che si sta facendo pubblicità. Lo scopo è mirare un’audience che può essere interessata a ciò che vendi e a ciò che hai da dire. Per riuscirci, è necessario raccogliere dati sui tuoi clienti potenziali: moduli, questionari e social network sono gli strumenti perfetti per raccogliere maggiori informazioni e capire se corrispondono al tuo target e, in caso, inviare loro messaggi personalizzati. In partica, il canvass, una vota definito il tuo target, non deve essere un mezzo di comunicazione di massa ma una comunicazione più personalizzata, su base individuale nel caso più auspicabile. Per quanto riguarda la retention, abbiamo a che fare con clienti potenziali che sono divenuti clienti o futuri clienti attivi, molto reattivi ai tuoi messaggi ma che non hanno ancora acquistato niente. La retention richiede di conoscere le abitudini di consumo dei tuoi clienti per offrire loro servizi o prodotti in aggiunta al loro acquisto, proporre loro sconti speciali, suggerire loro di iscriversi al club VIP o a un programma di fidelizzazione. L’obiettivo è mantenere i tuoi contatti sempre attenti e spingerli ad acquistare qualcos’altro.

Gli strumenti

Per fare web marketing, usiamo principalmente campagne multimediali, ovvero campagne che si trovano su diversi media. Il primo obiettivo è attirare più gente possibile, perché è chiaro che a seconda dell’età, della condizione sociale o degli interessi, i media non sono usati nello stesso modo dai vari target di audience. Inoltre, ogni media ha un proprio ruolo ha seconda dell’avanzamento della tua strategia. Per esempio, un sito internet che ha un buon ranking può attirare molte persone, da selezionare per ottenere alcuni contatti. In seguito, questi contatti possono essere usati per una campagna email più mirata e più personalizzata sul sito. Quindi puoi portare i tuoi contatti a seguirti sui social network dove è possibile sfruttare una personalizzazione individuale grazie ai bot o semplicemente con interazioni umane. Il web marketing ti offre un’ampia gamma di possibilità. BusinessWatch è molto utile per rimanere aggiornati sulle ultime tendenze e soprattutto per avere una buona conoscenza di tutti i media pubblicitari.

Come si sceglie la strategia migliore per una campagna email?

migliore strategia per una campagna email

L’obiettivo principale di una campagna è essere redditizia senza troppa fatica, dato che si tratta di un mezzo semplice da usare. Naturalmente ogni inserzionista desidera avere la strategia migliore.

Ecco alcuni suggerimenti. Quando pensi a una campagna email, la prima cosa che devi fare è procurarti una soluzione professionale che ti assicuri una buona deliverability (cioè la capacità di consegnare le email) grazie a una rete affidabile. Inoltre, una soluzione di mailing ti permette di gestire integralmente la tua campagna e i tuoi elenchi di contatti, una cosa molto pratica per il consiglio che segue. Uno dei suggerimenti di cui parliamo più spesso nei nostri articoli è la personalizzazione. Al giorno d’oggi, non è possibile effettuare una campagna email senza personalizzarla. Anche se si potrebbe pensare erroneamente che sia una perdita di tempo, in realtà è l’aspetto essenziale di ogni campagna di email marketing. Fatta un po’ di esperienza, le tue campagne email devono seguire una linea giuda, spesso chiamata anche strategia.

Tale strategia deve essere definita in base a diversi aspetti:

  • L’obiettivo principale: raggiungere un fatturato, incrementare il database dei contatti o aumentare il tasso di conversione…
  • Il target: il target dipende dall’obiettivo: tutti i tuoi clienti potenziali, alcuni dei tuoi contatti…
  • I prodotti / servizi da proporre: dato che dipendono dal tuo target, devono essere scelti di conseguenza.
  • La concorrenza: a seconda del tuo settore di attività, dovrai tenere conto della pressione concorrenziale e ti ci dovrai adattare.

Quando parliamo di strategia, il contenuto e lo stile sono ugualmente importanti. La grafica della newsletter o campagna di email deve essere adeguata al suo contenuto e ai suoi lettori. Ti ricordiamo che gli utenti di Mailpro, il software di email marketing, hanno a disposizione modelli di newsletter gratis per diversi utilizzi.

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