Leggi e regolamenti tutelano contro i messaggi indesiderati

Un indirizzo email è un dato personale. La maggior parte degli ordinamenti lo tratta come tale e disciplina di conseguenza i mailing commerciali. L'obiettivo comune è lo spam, cioè l'invio massivo di messaggi non richiesti; il rimedio comune è esigere che il destinatario abbia acconsentito in anticipo, che possa vedere chi gli scrive e che possa far cessare l'invio.

La legislazione sui mailing, un mezzo di tutela contro lo spam

I diversi regimi nazionali convergono sullo stesso principio: il consenso preventivo prima di qualunque messaggio commerciale. La raccolta dei contatti deve avvenire in modalità opt-in, con un consenso libero e correttamente informato. L'uso di indirizzi raccolti senza autorizzazione è vietato e può comportare responsabilità civile e, in diversi Paesi, conseguenze penali. Ogni messaggio deve contenere un modo chiaro per disiscriversi, e il destinatario conserva il diritto di accedere ai propri dati personali, rettificarli e cancellarli.

Vale la pena segnalare un obbligo che non esiste più, perché sopravvive in moltissime guide datate: non è più necessario dichiarare il proprio archivio di contatti a un'autorità di controllo nell'Unione europea. Il GDPR ha abolito i regimi di dichiarazione preventiva nel 2018 e li ha sostituiti con il principio di responsabilizzazione: si tiene un registro delle attività di trattamento e si deve poter dimostrare la conformità su richiesta.

La legislazione sui mailing, le specificità nazionali

I dettagli cambiano da un Paese all'altro, e non si tratta di differenze cosmetiche.

In Francia il consumatore deve acconsentire in anticipo, mentre la prospezione di un professionista su temi attinenti alla sua attività può avvenire senza consenso preventivo, purché la persona sia informata e possa opporsi. In Belgio il consenso è richiesto dal Codice di diritto economico, le eccezioni sono più ristrette di quanto i mittenti immaginino e ogni richiesta di disiscrizione va riscontrata con un avviso di ricevimento. In Svizzera l'email commerciale non sollecitata è trattata come concorrenza sleale anziché come questione di protezione dei dati, e può essere perseguita penalmente. In Canada la CASL (legge canadese anti-spam) esige un consenso che il mittente deve essere in grado di provare, un indirizzo postale in ogni messaggio e una disiscrizione eseguita entro dieci giorni lavorativi.

Se inviate oltre frontiera, la regola pratica è progettare le campagne sul regime più severo tra quelli toccati dalla vostra lista, invece di mantenere uno standard diverso per ciascun Paese.

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